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Visualizzazione dei post con l'etichetta Romanzo

Tra zero e uno

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  Foto di Walid Ahmad da Pexels“ Di fronte al rischio bisogna rimanere sospesi, senza affanno”. Mia figlia ed io abbiamo vissuto per circa un anno in una delle strade di La Cancha, uno dei mercati di strada più grandi dell'America Latina dove si può trovare di tutto: vestiti nuovi, elettrodomestici usati, frutta fresca e carne esposta al sole, cellulari rubati, pezzi di ricambio per aerei, lunghi corridoi di pantaloni, mutandine e valigie, piccoli carrelli dove si commerciano incensi, animali e oggetti in metallo; c’è perfino un negozio con il cartello: “si accettano soldi falsi”. Una amica mia, Pamela, diceva che se avevi bisogno di soldi potevi prendere qualsiasi cosa dalla tua casa e portarla al mercato: c’è sempre qualcuno disposto a comprare quello che offri... Nel mio paese l’economia è fondamentalmente informale. Quasi nessuno ha un lavoro regolare. In pochi pagano le tasse. La corruzione non è un'eccezione; lo è, invece, non approfittare dell’occasione. La stessa “fles...

Una banda di idioti

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Il mondo è degli idioti. Sul serio. Questo libro non ne è la prova, bensì un ritratto, un riflesso come quello offerto dagli specchi dei luna park: distorto, ma che mostra una realtà scomoda. Una banda di idioti , di John Kennedy Toole (edito da Marcos y Marcos e tradotto da Luciana Bianciardi ) è un romanzo assurdo, complesso, acido, quasi dadaista, eccessivo e che crea reazioni intense nei lettori: o lo ami o lo detesti. Ignatius J. Reilly, l'antieroe di questo romanzo, è una di quelle persone che non passano inosservate: un gigante con obesità morbida, baffoni enormi, un berretto verde da cacciatore con paraorecchie che a malapena coprono le orecchie, occhiali gialli e blu, una valvola che crea disagi e un susseguirsi di rutti e flatulenze, amante della cultura classica, lettore appassionato dell’opera di Boezio e che ha un senso estetico - ovviamente - superiore alla media e che sa - ovviamente - cosa sia meglio per tutti e ciascuno. O, come ha detto mia figlia quando ho letto...

Il mestiere di barcaro

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  Ci sono dei mestieri che non esistono più: il barcaro, il cavalante, il calzolaio. Trovi delle persone che fanno questi lavori, ma la loro funzione sociale, economica, storica, è cambiata. Non sono più dei motori economici fondamentali, bensì una specie di folklore locale. Ciò si può vedere nella terraferma del Veneto, che storicamente si collegava attraverso i fiumi, veri e propri vasi circolatori di vitalità, lavoro, alimento e comunicazione. Adesso, invece, la circolazione si fa attraverso le arterie solide e grigie delle autostrade. Nel libro Se l’acqua ride ( Einaudi ) di Paolo Malaguti conosciamo ben presto Caronte, maestro barcaro che fa da guida a suo nipote e morè Ganbeto - e anche a noi lettori - per capire il suo mestiere e il suo modo di vivere: “Noialtri giriamo el mondo, siamo foresti dapartutto, l’unica nostra casa l’è la barca. Chiaro bocia?”. Ma il mondo è in continua trasformazione. Guardati intorno: quali mestieri non ci saranno più domani? Quali stelle scom...