Post

Tre frammenti di "Bianco"

Immagine
  Non sento il passare del tempo. Forse non passa mai. Continuo a sentirmi tirare i capelli, come quando mia madre mi faceva le trecce, per andare alla scuola delle suore irlandesi. Mi voleva perfetta. Continuo a sentire qualcosa di strano quando ricordo la festa del mio matrimonio. Il mio primo parto. I primi viaggi, le prime perdite, gli ultimi banchetti, le prime dimenticanze, l’angolo delle chiavi, i fiori del giardino, l’odore del pane, tutto, tutto è presente e disordinato. Non sento il passare del tempo, solo la sua accumulazione, come polvere sui mobili. # Mi piaceva sgusciare i piselli. Mia madre li coltivava nel cortile della casa che prendemmo in affitto, quando ero ancora bambina. Aprivo il ventre delle guaine verdi e tiravo fuori i semi rotondi. A volte mangiavo i grani più teneri e piccoli. Conservo ancora il sapore dolce in bocca. # Ieri sono venute a trovarmi un paio di giovani donne. Mi hanno portato una scatola di fotografie. Le abbiamo guardate una per una. Molte...

La stanza bianca di Cecilia

Immagine
  "Natura morta e strada" - Xilografia di M.C. Escher “El color es una mancha/entre el blanco y el negro/que no son colores” -Carlos Franck- Anche il big bang forse era bianco. Ogni paginetta di Bianco è un “compito per casa” dove ci sono azioni, movimenti e gesti quotidiani, ci sono gli umori, gli aromi e gli amori che la nostra fretta non sa più cogliere. C'è la pagina bianca dove il respiro, i dubbi e l’attesa rendono più vivibile la pagina scritta. Questo è il momento della poiesis . Nella stanza bianca di Cecilia entra tutto ed entrano tutti, c'è quasi tutto e ci sono quasi tutti. Ci sono la cucina, la scuola e l’ospedale, c'è il pane, la nostalgia e l’odore dell’aglio, una radio, una finestra e il tempo, ci sono la burocrazia ed il cielo, c'è la memoria. Una viola, l’aroma del caffè e il dolore. Nella stanza bianca di Cecilia ci sono i come , i quando e i perché ; come per gli inuit, il bianco di Cecilia non è uno solo ed ogni bianco ha la sua ragione e...

Nel campo di battaglia

Immagine
Si prese la gamba disperato. Il sangue usciva profusamente.  “Morirò”, pensò, e gridò chiedendo aiuto.  In quel momento arrivò una soccorritrice. Guardò la ferita, la baciò e sussurrò:  "Bua che viene, bua che va,  bua che scappa via di qua!" Il bambino allora smise di piangere e si alzò per tornare al gioco.

Tra zero e uno

Immagine
  Foto di Walid Ahmad da Pexels“ Di fronte al rischio bisogna rimanere sospesi, senza affanno”. Mia figlia ed io abbiamo vissuto per circa un anno in una delle strade di La Cancha, uno dei mercati di strada più grandi dell'America Latina dove si può trovare di tutto: vestiti nuovi, elettrodomestici usati, frutta fresca e carne esposta al sole, cellulari rubati, pezzi di ricambio per aerei, lunghi corridoi di pantaloni, mutandine e valigie, piccoli carrelli dove si commerciano incensi, animali e oggetti in metallo; c’è perfino un negozio con il cartello: “si accettano soldi falsi”. Una amica mia, Pamela, diceva che se avevi bisogno di soldi potevi prendere qualsiasi cosa dalla tua casa e portarla al mercato: c’è sempre qualcuno disposto a comprare quello che offri... Nel mio paese l’economia è fondamentalmente informale. Quasi nessuno ha un lavoro regolare. In pochi pagano le tasse. La corruzione non è un'eccezione; lo è, invece, non approfittare dell’occasione. La stessa “fles...

La bellezza e i ragni

Immagine
Nel mio giardino, d'inverno, spuntavano tra i rami di rosmarino degli esemplari di Argiope Argentata, i bellissimi ragni tigre. A me piacciono moltissimo i ragni: hanno una loro particolare simmetria, una struttura corporale assolutamente diversa dalla nostra e aiutano nel contenimento degli insetti. Ma provo un amore particolare per le Argiope. Le femmine possono essere facilmente riconosciute dal loro ventre sporgente colore argento, nero e oro, e sono piuttosto grandi, misurando facilmente 5 centimetri. Questo ragno rimane al centro della ragnatela, fermo e in attesa che un insetto venga intrappolato per poi avvolgerlo con cura e seta bianca. Ha un veleno molto lieve e di breve durata per gli esseri umani, quindi cercherà sempre di fuggire piuttosto che attaccare. Infatti, è una specie molto pacifica e deve sentirsi molto minacciata per muoversi. La sua rete è bellissima, una delle più regolari e fitte, che sembra una cornice per mettere in evidenza il suo addome voluminoso e co...

Prologo di Bianco, a cura di Claudio Cinti

Immagine
  Se “il verde non è un colore” – come afferma un impressionante titolo della letturatura boliviana contemporanea (Blanca Wiethüchter, El verde no es un color , La Paz 1992, 2004) – apparirà dunque lecito, in limine a quest’altro titolo impressionante proveniente dal medesimo spazio-tempo letterario, interrogarsi intorno a una questione analoga. È Bianco di Cecilia De Marchi Moyano ( Blanco , Cochabamba 2015) il fenomeno di un colore come tutti gli altri? È un elemento della sua strumentazione compositiva? È soltanto una “tavola” – come il testo sembra suggerire sin dalle prime righe – o è anche il risultato di un innesto prodottosi sulla “tavolozza” dell’autrice, che anticipa e predispone quel complesso atto pittografico che usiamo chiamare, per brevità, con il nome di scrittura? A questi interrogativi che interpellano colei che si propone di rispondere, pagina dopo pagina, con brevità certamente deliberata e programmatica, realizzando...

Statua di sale

Immagine
  foto: @Shutterstock Non sono venuti degli angeli. Nessun dio mi ha ordinato di fuggire. Vorrei essere io chi ha in mano la spada e il fuoco per distruggere il mio vecchio mondo. Ho fatto con cura le valigie. Ho lasciato fuori il mio presente e messo un libro di grammatica. Ho preso un biglietto senza ritorno. Ogni sera, ogni notte prego per avere la forza di non voltarmi, di non guardare la mia terra. Lascio il sale uscire e piango per non diventare una statua.

C'è posta per te

Immagine
  Non esiste il modo giusto di scrivere un buon libro o un buon poema. Se fosse così avremmo tantissimi grandi libri e migliaia di grandi autori. Scrivere è un mestiere ingrato. Sembra facile, ma nella sua semplicità c’è un tranello: per ogni frase bella e luminosa e semplice ci sono ore di lavoro, lunghi periodi di solitudine e silenzio, scaffali di libri divorati e centinaia di pagine di bozze più o meno decenti, molti scarti e tante riscritture. A volte si ha l’impressione di camminare nel buio. Gli amici e i parenti, primi lettori degli autori dilettanti, aiutano, ma possono essere insufficienti e talvolta pure deleteri, perché possono elogiarti con le migliori intenzioni inducendoti a pensare di essere già ad alti livelli, mentre sei ancora acerbo. Avere un maestro può essere di gran aiuto, ma non sempre è stato possibile trovarne uno. Adesso, nel web, si possono trovare tantissimi corsi e guide, manuali e approcci, maestri bravi e altri non tanto; ma prima non era così. Un s...

Asteroidea

Immagine
  Il corpo degli asteroidei è ricoperto da una teca di origine mesodermica fatta di piastre ravvicinate l'una all'altra, ricoperta da un sottile strato di pelle. Gli asteroidei non hanno un cervello centralizzato ma un sistema nervoso complesso che corre lungo ogni braccio, in modo radiale, costituito da due reti: una sensoriale nell'epidermide e una motoria radiale. Non hanno la capacità di pianificare le loro azioni. Se un braccio rileva un odore attraente, diventa dominante e temporaneamente supera le altre braccia per iniziare il movimento verso la preda. Se un braccio si rompe, allontanandosi dal corpo centrale, genera a poco a poco un esemplare completo, sviluppa un nuovo corpo. In un certo senso, le biblioteche sono molto simili alle stelle marine. Anche se le lasci indietro, porti con te un loro braccio attaccato al tuo centro vitale che comincia a generare un nuovo corpo in funzione dei libri su cui inciampa e che presto incorpora nella sua nuova struttura. «Una bi...

La finestra aperta

Immagine
 Ho trovato questo piccolo libro, La veglia di Jole Calapso , pubblicato da Sellerio , e sono rimasta… scioccata. È un piccolo libro di racconti. Non sono storie “compiute” o complete in un senso tradizionale, ma si tratta di frammenti di realtà.  Sono storie di donne che mostrano aspetti diversi della vita, storie che sembrano un collage, come quando di sera si cammina per strada e si scorge una finestra aperta e luminosa, e si vede l’interno di una casa. Per pochi secondi c’è un piccolo miracolo, una collisione tra due universi, un varco dimensionale che si offre al flâneur . Una coppia in viaggio al di là del mediterraneo, una donna che non sa che sta per morire, le voci che non spariscono dalla mente, quattro amiche inseparabili, le prime esperienze di maternità, una città frammentata, un tempo di attesa. Sette storie che creano un riflesso della realtà simile a quello che crea uno specchio rotto.  Mentre lo leggevo mi sono resa conto di quanto mi manca imparare, non...