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Visualizzazione dei post con l'etichetta Letteratura italiana

Tra zero e uno

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  Foto di Walid Ahmad da Pexels“ Di fronte al rischio bisogna rimanere sospesi, senza affanno”. Mia figlia ed io abbiamo vissuto per circa un anno in una delle strade di La Cancha, uno dei mercati di strada più grandi dell'America Latina dove si può trovare di tutto: vestiti nuovi, elettrodomestici usati, frutta fresca e carne esposta al sole, cellulari rubati, pezzi di ricambio per aerei, lunghi corridoi di pantaloni, mutandine e valigie, piccoli carrelli dove si commerciano incensi, animali e oggetti in metallo; c’è perfino un negozio con il cartello: “si accettano soldi falsi”. Una amica mia, Pamela, diceva che se avevi bisogno di soldi potevi prendere qualsiasi cosa dalla tua casa e portarla al mercato: c’è sempre qualcuno disposto a comprare quello che offri... Nel mio paese l’economia è fondamentalmente informale. Quasi nessuno ha un lavoro regolare. In pochi pagano le tasse. La corruzione non è un'eccezione; lo è, invece, non approfittare dell’occasione. La stessa “fles...

Asteroidea

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  Il corpo degli asteroidei è ricoperto da una teca di origine mesodermica fatta di piastre ravvicinate l'una all'altra, ricoperta da un sottile strato di pelle. Gli asteroidei non hanno un cervello centralizzato ma un sistema nervoso complesso che corre lungo ogni braccio, in modo radiale, costituito da due reti: una sensoriale nell'epidermide e una motoria radiale. Non hanno la capacità di pianificare le loro azioni. Se un braccio rileva un odore attraente, diventa dominante e temporaneamente supera le altre braccia per iniziare il movimento verso la preda. Se un braccio si rompe, allontanandosi dal corpo centrale, genera a poco a poco un esemplare completo, sviluppa un nuovo corpo. In un certo senso, le biblioteche sono molto simili alle stelle marine. Anche se le lasci indietro, porti con te un loro braccio attaccato al tuo centro vitale che comincia a generare un nuovo corpo in funzione dei libri su cui inciampa e che presto incorpora nella sua nuova struttura. «Una bi...

La finestra aperta

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 Ho trovato questo piccolo libro, La veglia di Jole Calapso , pubblicato da Sellerio , e sono rimasta… scioccata. È un piccolo libro di racconti. Non sono storie “compiute” o complete in un senso tradizionale, ma si tratta di frammenti di realtà.  Sono storie di donne che mostrano aspetti diversi della vita, storie che sembrano un collage, come quando di sera si cammina per strada e si scorge una finestra aperta e luminosa, e si vede l’interno di una casa. Per pochi secondi c’è un piccolo miracolo, una collisione tra due universi, un varco dimensionale che si offre al flâneur . Una coppia in viaggio al di là del mediterraneo, una donna che non sa che sta per morire, le voci che non spariscono dalla mente, quattro amiche inseparabili, le prime esperienze di maternità, una città frammentata, un tempo di attesa. Sette storie che creano un riflesso della realtà simile a quello che crea uno specchio rotto.  Mentre lo leggevo mi sono resa conto di quanto mi manca imparare, non...

Nostalgia per gli scarti

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Quando andavo alle superiori, in Bolivia, avevo un amico chiamato Percy che viveva in un palazzo in costruzione. Lui abitava all'ultimo piano, in una specie di appartamento che aveva soltanto i muri esterni (con vetri e porte) ma non i muri interni. Lui aveva creato dei muri, delle stanze e degli spazi usando dei vecchi vinili. Aveva, tra l’altro, creato le stanze usando dei criteri di selezione per genere musicale. La cucina era la zona dei dischi country, il soggiorno tapezzato dal rock progressivo, il salotto custodito tra pareti di pop e folk. Il bagno riservato agli artisti che odiava. Aveva una passione immensa per la musica (infatti, adesso ha uno studio proprio); ma aveva anche una forte manìa per la conservazione degli scarti. A casa sua facevamo scoperte musicali inaspettate. I dischi li prendeva a peso dai depositi di rimanenze di uno studio locale, “Lauro & Cia.”, e non sapeva neanche lui cosa e chi c’era tra gli album ricevuti. Apriva i pacchi e si trovavano insie...

Bambini di ferro

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“La mente umana è come i buchi neri, si può osservare solo attraverso i suoi risultati” (Viola Di Grado) Quando sono arrivata in Italia avevo l’impressione di essere passata attraverso una porta dimensionale ed essere entrata nel futuro, nei mondi di fantascienza che popolano i libri che amo. Porte che si aprono da sole, supermercati senza cassieri, tutto a un bancomat di distanza, prenotazione online, il registro di residenza, strade con tanta gente vecchia e quasi nessun bambino: queste cose non esistono nel mio Paese. Sono così diverse dalla realtà boliviana che fin'ora mio marito non se l'è sentita di entrare in un supermercato a meno che non ci fosse una cassiera o una persona con la quale interagire. Tutto sembra lontano, robotico, sintetico. In un certo senso ho provato lo stesso con la lettura di “Bambini di ferro” , di Viola Di Grado ( La nave di Teseo ). È un libro strano, stranissimo. Pieno di vuoto, di silenzi e ripetizioni, con un ritmo lento e a volte monotono, c...

Scarpe scomode

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Ho provato più volte a scrivere una recensione sul libro Il treno dei bambini di Viola Ardone ( Einaudi ) e non trovo il modo di affrontarlo.  Ho trovato bellissima la storia stessa, l’umanità di chi decide di aprirsi verso chi ha bisogno. È ammirevole il lavoro fatto dall’Unione delle Donne Italiane e dal Partito Comunista, ed è qualcosa che l’autrice ci tiene a sottolineare. È meravigliosa la storia di queste persone che hanno dato il meglio di sé e delle loro vite per aiutare chi ne aveva bisogno, accogliere i piccoli del sud creando reti di solidarietà e generosità. È qualcosa che dev’essere riconosciuto e ricordato. La storia di Amerigo, il personaggio principale, è commovente e molto ricca di dettagli, come per esempio quando si parla di scarpe e dell’angoscia di chi ha usato sempre scarpe troppo lunghe, troppo strette, troppo usate, che poteva funzionare anche come una metafora della sua vita. Ma il libro come insieme non mi è piaciuto. Non mi ha convinto. Ecco perché: Il ...

Il mestiere di barcaro

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  Ci sono dei mestieri che non esistono più: il barcaro, il cavalante, il calzolaio. Trovi delle persone che fanno questi lavori, ma la loro funzione sociale, economica, storica, è cambiata. Non sono più dei motori economici fondamentali, bensì una specie di folklore locale. Ciò si può vedere nella terraferma del Veneto, che storicamente si collegava attraverso i fiumi, veri e propri vasi circolatori di vitalità, lavoro, alimento e comunicazione. Adesso, invece, la circolazione si fa attraverso le arterie solide e grigie delle autostrade. Nel libro Se l’acqua ride ( Einaudi ) di Paolo Malaguti conosciamo ben presto Caronte, maestro barcaro che fa da guida a suo nipote e morè Ganbeto - e anche a noi lettori - per capire il suo mestiere e il suo modo di vivere: “Noialtri giriamo el mondo, siamo foresti dapartutto, l’unica nostra casa l’è la barca. Chiaro bocia?”. Ma il mondo è in continua trasformazione. Guardati intorno: quali mestieri non ci saranno più domani? Quali stelle scom...

Vi presento Giordi

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  La maggior parte dei libri che parlano di bambini e ragazzi asperger sono pensati per addetti ai lavori: psicologi, educatori e genitori, che cercano questi testi per capire l’approccio psicoeducativo più adeguato per lavorare e capire la persona autistica / asperger con una visione scientifica e professionale. Il libro di cui ci occupiamo oggi, invece, si propone come un aiuto e guida per permettere ai bambini e ragazzi di scoprire se stessi e riconoscere le loro particolarità. Ed è proprio quello il punto forte e speciale del libro Io mi chiamo Giordi , scritto ed illustrato da Alice Maurina e pubblicato dalla casa editrice Delmiglio : raccoglie le esperienze dell’autrice stessa affinché il lettore possa avere uno sguardo dalla prospettiva di chi è Asperger. Secondo il dott. Leonardo Zoccante, neuropsichiatra infantile dell’ospedale di Verona, “il libro fornisce chiavi di lettura interessanti, provenienti dal profondo dell’animo, per poter comprendere il Disturbo sulla base di...

Sei come sei: C'era una volta Eva

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Quando leggo un libro di narrativa italiana, non so veramente cosa aspettarmi. Non conosco la tradizione letteraria italiana, non so ancora quali sono (e non sono) gli argomenti più visitati o quotati, e quali sono considerati rifritti e abusati. Non conosco gli autori che vanno di moda, non so cos’hanno pubblicato prima e cosa si pensa di loro, cosa si deve dire (per essere carini o per non esserlo). Ho conosciuto a Verona una piccola libreria indipendente e la libraia ogni tanto mi raccomanda dei volumi. Tra loro, c’era   Sei come sei , di  Melania Mazzucco  e pubblicato da  Einaudi . E l’ho amato. Il libro ci fa seguire Eva, una ragazza di 11 anni, che cerca di ricostruire una famiglia - persa dopo la morte di suo padre Christian. Ma l’altro genitore è Giose, un altro uomo, ex star del punk-rock e con un passato problematico: quando muore Christian, Giose perde la custodia di sua figlia per via di questo passato. Il romanzo viaggia su argomenti complessi e at...

Pesci piccoli e pesci grossi

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  “Te lo invento io un nome. È la mia specialità. Ne invento continuamente, per… lavoro.” “Sei un inventore di nomi?” “No, invento storie.” “Sei un bugiardo?” Tito Faraci  ha scritto un piccolo gioiello. Spigole , edito da  Feltrinelli , è un romanzo leggero, fresco, attuale e, soprattutto, divertente. Ettore, il personaggio centrale, fa lo sceneggiatore di fumetti (alcuni di loro tanto famosi) da una trentina d’anni, ma si trova in mezzo a una crisi creativa. E pensa di diventare un pescivendolo.  Il lavoro di pescivendolo sembra molto semplice: entra un cliente e ti chiede un pesce. Basta darglielo quel pesce - e basta. Ma i mestieri raramente sono come sembrano: vediamo soltanto le vetrine dei mestieri e non sappiamo veramente cosa significa fare un determinato lavoro finché non siamo nel mercato del pesce alle quattro del mattino per scegliere per primo dei bei esemplari freschi. In questo romanzo tutto succede in fretta e in modo sorprendente. Quando si finisce ...

Il tempo che non c'è

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Diventare madre è come attraversare un portale dimensionale: è un fatto tanto grande che cambia completamente la vita di una donna senza ritorno. Ma se è difficile diventare madre, c’è qualcosa che può esserlo ancora di più: diventare madre di un bambino disabile. Valeria Parrella parte da questa idea per immergerci nei pensieri di una mamma che riceve, poco dopo la nascita del piccolo Arturo, le prime diagnosi di disabilità dovute a sofferenza fetale durante il parto, e poi vengono anche rilevati dei tratti autistici. Il libro (non la storia) inizia con la prima giornata di scuola alle elementari. Questo fatto, che dovrebbe essere un momento di gioia e speranza, per la voce narrante, la madre, non lo è: si tratta invece di un momento di angoscia e paura. Il libro Tempo di imparare ( Einaudi ), di Valeria Parrella , è ben scritto: si nota la bravura della scrittrice nella fluidità con cui si può leggere… ma  - lo confesso - mi sono sentita molto a disagio. Sono autistica. Ho rice...

I mille volti di Caino

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Quando ho deciso di lasciare Bolivia e venire in Italia, due anni fa, ho sentito che stavo facendo una specie di salto di fede: dovevo fidarmi del caso, della fortuna, e lasciare tutta una vita indietro. E ho pensato tanto alla moglie di Lot. È inevitabile: la storia della donna che, per guardare indietro, diventa una statua di sale, è un'immagine potente, una storia condivisa da tutti quelli che lasciano il proprio paese e rincominciano da zero.  È inevitabile, per me, cresciuta in una famiglia cattolica e credente, non fare un riferimento ogni tanto ai personaggi della Bibbia, in particolare quelli del Antico Testamento - anche se sono atea. I personaggi e storie bibbliche offrono infinite letture, interpretazioni  e schieramenti. Un esempio di questo è la storia di Caino. Primogenito del primo uomo, poche cose si raccontano nella Bibbia su di lui, eccetto che è diventato il primo assassino dell'umanità, uccidendo il fratello Abele.  Proprio per l'assenza di una storia,...

Esercizi di scrittura - Italo Calvino

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Su questo blog tempo fa avevo fatto un accenno sull' uso delle limitazioni per la creazione letteraria (come quelle usate nel gruppo OuLiPo). Un altro esempio che si trova nella letteratura italiana è quello di Italo Calvino nel suo libro Il castello dei destini incrociati  (Mondadori).  La premessa è semplice: prendere delle carte di tarocchi a caso e, senza cercare di fare una vera e propria interpretazione delle figure, vedere con quali combinazioni si "apriva" una possibile storia.  Bisogna ricordare che non tutti i mazzi sono identici. Il modo di riproduzione delle icone e l'ordine delle carte possono cambiare il destino di un re. Così, una carta che in una storia, in un mazzo, è un governante con poteri magici, su un altro mazzo è la rappresentazione dello scrittore stesso e del suo destino.  Non tutte le storie sono scorrevoli e in alcuni casi, soprattutto per via del mio lessico limitato, ho trovato difficoltà nella lettura. Ma allo stesso tempo trovo molto...

Eccentrico: un cambio di prospettiva

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Fabrizio Acanfora, nel suo saggio Eccentrico (effequ) espone con coraggiosa trasparenza il mondo invisibile dell'autismo Eccentrico (pubblicato da effequ ) è un saggio autobiografico di Fabrizio Acanfora , scrittore e musicista italiano, in cui l'autore racconta come cambia la sua vita (o la visione della sua vita) dopo aver ricevuto, a quasi quarant’anni, la diagnosi di autismo ad alto funzionamento. Fabrizio fa un magistrale lavoro, creando un significativo dialogo tra le caratteristiche dell'autismo descritte nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) e la sua storia personale, mostrando concretamente come operano queste caratteristiche nella vita reale e quale sia l’impatto che la diagnosi può avere per facilitare il percorso vitale delle persone con Asperger. L'autore non soltanto riesce ad argomentare con precisione ed efficacia le sue idee, mostrando forza nella narrazione, ma si espone con coraggiosa trasparenza, parlando delle su...

Sulla felicità

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Nei miei scaffali ci sono i libri di mio padre. Quando ho dei dubbi su cosa leggere, ne prendo alcuni a caso. È così che sono arrivata a La giornata d'uno scrutatore , di Italo Calvino. Non è un libro lungo, anzi. Come dice il titolo, si tratta di un giorno di elezioni, alcune ore in cui il protagonista fa lo scrutatore nelle elezioni politiche italiane del 1953, nel seggio elettorale della Piccola Casa della Divina Provvidenza, il Cottolengo di Torino. Il libro è una riflessione sulla democrazia. L'ho riletto più volte perché imparo sempre qualcosa di nuovo sui limiti delle nostre idee di apertura, uguaglianza, diritti e correnti politiche. Ma c’è anche un altro argomento toccato nel libro: la felicità. In una delle scene del libro, Amerigo, il personaggio principale, guarda un padre e suo figlio. Il padre, un contadino, aveva indossato i migliori vestiti per andare a trovare suo figlio, internato al Cottolengo per una disabilità mentale. L'uomo aveva p...